Squinza’s Weblog

ottobre 7, 2010

Gli obiettivi Canon da 50mm per telemetro

Filed under: Uncategorized — squinza @ 10:01 pm

Non è probabilmente noto a tutti, ma Canon non vuol dire solo reflex o compatte. Ben prima dell’avvento del digitale, e prima del dominio quasi incontrastato delle macchine reflex sul mercato professionale, Canon (e come lei Nikon) era fortemente attiva nel mercato delle macchine a telemetro, producendo sia corpi che obiettivi.

Stiamo parlando degli anni che vanno, indicativamente, dal 1939 al 1971, anno di ultima produzione di un componente per telemetro. Certo, non è ieri, ma del resto la creazione delle prime macchine fotografiche 35mm da parte di Leica (leader del settore telemetro da quando ne esiste il concetto, se pur con fasi alterne di fortuna) risale al secondo decennio del 1900.

Non è un caso, infatti, che le prime lenti e i primi corpi per telemetro siano sospettosamente simili alle controparti Leica o Zeiss, all’epoca un sicuro punto di riferimento per l’ottica.

Oggi come oggi il sistema a telemetro è sopravvissuto all’avvento del digitale (e per questo dobbiamo ringraziare Epson prima e Leica poi), mantenendo una piccola ma fedele quota di mercato.

Qualunque obiettivo costruito secondo lo standard Leica (quindi con attacco LTM o M e accoppiamento del telemetro secondo lo standard della casa) può essere tutt’ora montato anche sull’ultimo corpo digitale disponibile (la M9). L’assenza completa di contatti elettrici e l’accoppiamento puramente meccanico, unito alla mancanza di diaframma elettromagnetico e di autofocus, rendono inutile una evoluzione dell’attacco che è rimasto identico nel corso, di fatto, dell’ultimo secolo.

La buona notizia è quindi che tutti gli obiettivi Canon per telemetro (la serie S) sono realizzati in attacco LTM (conosciuto anche come M39x1 o M39) e possono essere montati sui corpi M con l’ausilio di un semplice adattatore LTM->M da pochi euro (fa eccezione il 50mm/0.95 che ha un attacco proprietario)

La cattiva, ma prevedibile, è che sono obiettivi progettati almeno 40 anni fa, quando vetri rari, lenti asferiche, sistemi flottanti di messa a fuoco e altre amenità non erano disponibili per il mercato di massa. Questo vuol sostanzialmente dire che dal punto di vista della prestazione pura gli obiettivi S non sono all’altezza dei più moderni Leica ASPH o dei più economici ma comunque eccellenti Zeiss ZM.

Conservano però un certo look vintage che è molto apprezzato dal mondo Leica, che è a dir poco tradizionalista. E in ogni caso, la possibilità di disporre su un solo corpo di obiettivi moderni e estremamente definiti e contrastati, e contemporaneamente di obiettivi con una resa più morbida e comunque diversa da quella moderna è molto interessante e gradita.

Per questo motivo in ambito telemetro è molto attiva la compravendita e lo scambio di obiettivi usati con età che superano spesso i 50 anni, che si rivelano comunque adatti anche a un uso quotidiano a patto di accettarne i limiti. Alcuni pezzi sono anzi piuttosto ricercati, uno per tutti il 50mm/1.5 che è ritenuto una delle migliori implementazioni dello schema Sonnar sul mercato.

(continua…)

luglio 30, 2010

Leica M e fish-eye

Filed under: Uncategorized — squinza @ 9:57 pm

Fish-eye, ossia obiettivi che volontariamente inseriscono distorsione a barilotto in maniera evidente per controbilanciare la vignettatura dei grandangoli estremi e per raggiungere angoli di campo fuori dalla portata dei classici obiettivi rettilineari.

Niente di nuovo, chi mi conosce sa che nel mio gusto fotografico l’uso del fish-eye diagonale trova ampio spazio, in particolare utilizzo con grande gusto l’economico ma ben performante MC Zenitar su 5D (qua la mia review).

Cosa aggiungere alla vecchia review? Proprio niente, sono anni che uso lo Zenitar e non mi ha mai deluso!

Non fosse che, ultimamente, sto sfruttando molto di più la mia Leica M8 rispetto alla povera 5D mark II, che se ne sta spesso e volentieri nell’armadio. Ebbene, il sistema Leica M non ha un fish eye tra le sue lenti (sigh!).

La cosa ha le sue motivazioni: non essendo un sistema reflex non è possibile previsualizzare la scena inquadrata; non solo, per le focali grandangolari è necessario utilizzare mirini esterni aggiuntivi in quanto il mirino della macchina non scende sotto i 24mm (circa, dipende in realtà dall’ingrandimento, ma la norma è questa)…

Il fish-eye è poi un obiettivo di utilizzo molto limitato, quasi tutti i fotografi manco ne hanno uno in corredo in quanto non incontra il loro gusto. In parte li capisco, ma per me che son abituato a utilizzarlo è triste doverci rinunciare…

Ma non demoralizziamoci: la baionetta Leica M ha un tiraggio molto ridotto, per cui in teoria è possibile adattarci praticamente obiettivi di tutti i sistemi. Viene meno l’accoppiamento telemetrico ma del resto è abbastanza normale, per obiettivi molto grandangolari, lavorare in iperfocale. Per intenderci, il CV 15mm/4.5 nella prima versione è privo di accoppiamento telemetrico – e nessuno ne sente la mancanza! I fish hanno focali ancora inferiori (da 8 a 16mm) per cui questo problema è sostanzialmente non esistente.

Ma come montare uno Zenitar su Leica? Una rapida scorsa ad Ebay e si nota subito l’esistenza di anelli adattatori da una miriade di sistemi a Leica M o Leica a vite.

(continua…)

luglio 5, 2010

A tale of two Zenitars

Filed under: articoli — squinza @ 4:38 pm
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Come modificare uno Zenitar M42 per uso su Canon e vivere felici

M42 e EOS fianco a fiancoPer necessità imprevedibili mi sono ritrovato a dover sostituire il mio caro MC Zenitar 16/2.8 con un’analoga lente ma con attacco differente. Eh sì, gli zenitar esistono in più versioni: si trovano infatti senza problemi con attacco M42 (a vite), EOS, FD, Pentax ecc ecc.

Il mio era una versione EOS, collaudato e ben tenuto. Tuttavia la versione M42 ha più margine di adattabilità su differenti  sistemi, e mi faceva comodo questa possibilità.

Detto fatto, una breve consultazione sui forum e tempo tre giorni e il nuovo Fish era nelle mie mani. Nel frattempo avevo anche venduto la mia copia, ma ho fatto in modo da poterli confrontare fianco a fianco caso mai la nuova versione fosse visibilmente inferiore alla mia copia. In tal caso avrei potuto annullare la vendita del mio e non rimanere senza fish (per inciso, nel frattempo mi è anche arrivano un fish diverso, il Peleng 8mm/3.5, ma quello è di altra razza e ne parlerò a parte).

Esteticamente le differenze sono veramente minime: il corpo della lente è assolutamente identico, l’unica differenza è nel lato dell’attacco, che è ovviamente diverso: la mia copia vecchia ha la baionetta EOS già bella pronta, la nuova copia ha invece l’attacco a vite M42, per l’appunto. E di conseguenza richiede un anello di conversione M42 -> EOS, di facile reperibilità su internet. A questo proposito consiglio assolutamente di non risparmiare troppo sull’anello, uno spessore sbagliato è sufficiente a inficiare la messa a fuoco corretta all’infinito, e di tre anelli che ho uno è realizzato veramente male e si fa fatica ad utilizzarlo con certe lenti e/o accessori.

Una differenza evidente tra i due esemplari è che, mentre la versione EOS dispone dei filtri da avvitare sul lato posteriore (inutili, ma tant’è, ci sono), la versione M42 no, ha una lente fissa. Non mi so però spiegare la ragione.
(continua…)

aprile 2, 2010

50mm per telemetro al confronto

Filed under: articoli — squinza @ 9:56 pm
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Un paio di confronti sullo sfocato di 50mm di arcaica produzione

La primavera arriva, ma i fiori non sono ancora sbocciati in quantità. Allora cosa c’è di meglio che un rapido confronto tra sfocati? Giusto per riempire le fresche serate di aprile, prima di poter andare sul lungolago a rapire qualche ritratto street?

Ecco, l’inverno ha portato i suoi frutti, e SDA pure: stamattina mi hanno consegnato un bell’esemplare di Canon S 50mm/1.5, un cinquantino di dimensioni minuscole ma di grande fama, nel mondo del telemetro. Trattasi infatti di un 50mm sicuramente datato, ma con uno schema ottico molto apprezzato, ripreso direttamente dalla produzione tedesca Zeiss: è infatti un Sonnar, schema ottico ormai desueto ma apprezzato da molti ritrattisti per la resa dello sfocato.

Lo schema Sonnar permette di realizzare obiettivi piuttosto luminosi, e fino agli anni 50 è stato molto apprezzato, salvo essere superato in performance dal classico Planar, o doppio Gauss, che la fa da padrone (in una delle sue infinite varianti) in praticamente tutti gli ultraluminosi fotografici di oggi.

In attesa degli ultimi due obiettivi Canon per telemetro che sto ricercando in rete, il 50/1.8 (doppio Gauss) e il 50/2.8 (Tessar, una rarità ormai), ho voluto mettere al confronto approfittando della giornata di sole i miei 50mm per rangefinder attualmente in borsa. Questi sono:

  1. Canon S 50/1.4
  2. Canon S 50/1.5
  3. Canon S 50/0.95 (aka Dream Lens)
  4. Leica 50/2 Summicron Wetzlar

Sono tutti vetri piuttosto vecchi, con una data di produzione che va dagli anni ’50 fino a fine anni ’60 circa. Purtroppo il 50mm/1.5 necessita decisamente di una pulizia interna, presenta infatti polvere e sporco visibile all’interno. Il 50/1.4 invece è in condizioni splendide, pulitissimo e privo di graffi. Il 50/0.95 è in discreto stato, è pulito internamente ma ha qualche graffio di troppo. Forse una pulizia completa potrebbe migliorarne la resa. Il Summicron invece è messo piuttosto male esteticamente, ma le lenti paiono intonse, ed è quello che conta.

Ma bando alle ciance, prendiamo M8 e i cinquantini. un bel cavalletto e mettiamoci alla finestra.

Come spesso ho fatto, il soggetto principale è Leo, un simpatico leoncino di peluche che si presta alla bisogna senza battere ciglio. Lo sfondo è il (non proprio) fantastico panorama che si gode dalla mia finestra. Le foto sono state scattate in RAW, aperte con Lightroom 3 beta 2, convertite in JPG solo con una leggera maschera di contrasto, uniformando il bilanciamento del bianco e aumentando un poco il contrasto. La scena è in leggero controluce ma la luce del sole non batte direttamente sulla lente frontale degli obiettivi.

(continua…)

gennaio 24, 2010

Canon S 50mm f/0,95 – Recensione (prima parte)

Filed under: articoli,recensioni — squinza @ 10:24 pm

Perché la luce non basta mai!

Chi mi conosce sa ben qualcosa della mia passione per le lenti veloci (e scusate il gioco di parole). Già fortunato possessore di un corredo Canon EF, ho avuto modo di provare e possedere degli ottimi obiettivi moderni con grande apertura di diaframma: 24mm/1.4, 50mm/1.2, 85mm/1.2 e 135mm/2. Ossia gli obiettivi moderni più veloci presenti sul mercato.

Ho avuto anche la fortuna di provare (e recensire) un obiettivo non più in produzione ma ancora reperibile, il Canon EF 50mm/1.0L. Gran bella lente, niente da dire, seppur un po’ ingombrante.

Tutti gli obiettivi sopra citati sono ormai delle bestie rare, su queste focali la fanno da padrone zoom più o meno luminosi relegando a status di ottiche di nicchia i fissi ultraluminosi che fino a qualche anno (diciamo anche lustro) fa erano a catalogo di tutti i produttori di obiettivi.

Diciamo che oggi come oggi trovare un produttore che progetti da zero un ultraluminoso è piuttosto difficile: lo fa tuttora Canon (ma si ferma a f/1.2) , Nikon fa finta di niente (le ottiche attuali più luminose sono f/1.4), Pentax e Sony-Minolta si affidano alle lenti del passato. Resta Leica a continuare a produrre un’incredibile gamma di ultraluminosi per telemetro tra cui brilla il 50mm Noctilux, ma è un settore veramente di nicchia, per i prezzi innanzi tutto.

Ora, direte voi, c’è veramente necessità di avere un obiettivo con un diaframma francamente esagerato come un 50mm/1.0? La risposta è soggettiva. Con gli ISO di una 5D mark II o una D3, perfettamente usabili fino a 3200ISO (e qualcuno direbbe anche oltre) parrebbe di no. Già il 50mm/1.2 pone dei problemi di precisione di messa a fuoco tutt’altro che trascurabili e offre una separazione soggetto-sfondo sicuramente notevole:

Tokyo, 5D e 50/1.2L @ 1.2

Come vedete, se pur a tutta apertura, il 50/1.2L è perfettamente a suo agio. La foto non è perfetta, c’è aberrazione cromatica nelle zone di contrasto, ma globalmente ha un ottimo contrasto e uno sfocato accettabilissimo, se pur un po’ duro. Paradossalmente se avessi scattato a f/1.4 o f/2 lo sfocato sarebbe stato di meno, ma più morbido.

Si può fare di più? Su reflex sì:

Genova, Sandro "Fireblade" mentre posa per uno scatto realizzato con il suo 50/1.0 a tutta apertura su 5D

Il 50/1.0 è il limite estremo della luminosità su reflex. Ed è in effetti molto più impegnativo da usare del fratello più moderno: in cambio di 1/2 stop di luminosità in più ci si scontra con una risoluzione inferiore, una vignettatura ben visibile e un contrasto più basso, un po’ fuori dal gusto attuale (ma a mio parere estremamente gradevole). E quasi 500g in più di peso… Questa è l’ultima lente veramente estrema progettata per reflex, una di quelle che costituivano una bandiera per la casa produttrice. Ora l’interesse e la sfida si sono spostati sulla resa della lente, generando obiettivi estremamente incisi e contrastati, in linea con la necessità di utilizzarli su sensori sempre più risolventi. Ma non è sempre stato così….

(continua…)

settembre 26, 2009

Zenitar e APS-C

Filed under: Uncategorized — squinza @ 3:08 pm

Mi chiedono in tanti come si comporta un fish-eye diagonale su APS-C (vedi i commenti alla recensione del mio Zenitar).

Beh, purtroppo per gli utilizzatori dei sensori ridotti, il fish-eye è un obiettivo che trova ragione di esistere solo su un sensore in grado di “spremerlo” fino in fondo.

Per definizione, un obiettivo fish-eye è una lente che abbraccia un ampio campo di visuale distorcendone le estremità, e facendo questo le linee rette vengono “piegate” in maniera evidente sempre più man mano che sono posizionate vicino ai margini del fotogramma (vedi foto a lato, con il classico orizzonte piegato). In termini più precisi, viene introdotta una grande quantità di distorsione a barilotto nell’immagine.

Il bello è che si riescono ad abbracciare grandi angoli di campo (tipicamente 180° sulla diagonale, ma esistono fisheye circolari con coperture maggiori), cosa impossibile con le classiche lenti rettilineari. Per comparazione, un 12mm su full-frame (la focale minore che sia mai stata prodotta per una lente rettilineare, ossia per un obiettivo che mantenga parallelismi e ortogonalità delle linee) abbraccia un angolo di campo di 122°.

Tuttavia, a differenza delle lenti classiche, un fish “comprime” negli angoli una gran quantità di campo visuale. Per questo motivo, utilizzare un fish-eye croppandone l’immagine prodotta ha poco senso, si perde la parte più gustosa…

(continua…)

agosto 1, 2009

Sigle e abbreviazioni degli obiettivi per Canon

Filed under: Uncategorized — squinza @ 12:32 pm
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24LCome da gentile richiesta avanzata da una mia amica sedicente fotografa pubblico un riassunto delle principali sigle utilizzate negli obiettivi con attacco Canon per distinguerne le varie caratteristiche. Passo in rassegna le sigle proprietarie di Canon e quelle di Sigma perché sono quelle che conosco meglio, Tamron e Tokina non li ho mai presi in considerazione e non ne conosco a fondo le caratteristiche.

Premesso che tutte queste informazioni si trovano facilmente sui siti dei rispettivi produttori o sui siti di forum fotografici e simili (es, qua), qualcuno di essi merita un supplemento di indagine che vada oltre la mera estensione dell’acronimo.

Diciamo subito una cosa: non tutti i sensori sono uguali.

Che centra, direte voi? Beh, molto: le macchine digitali moderne hanno sensori di diversa taglia. Restando in casa Canon abbiamo

FF – full frame, o formato pieno, equivale alla dimensione dei classici rullini (24x36mm). Lo trovate su corpi macchina di fascia alta come 1Ds e 5D

APS-H – il formato dei corpi macchina professionali Canon della serie 1D. Non mi risulta che sia utilizzato al di fuori del mondo Canon.

APS-C – il formato consumer tipico delle macchine di fascia bassa e intermedia (eg. 500D, 50D)

La sigla APS sta per Advanced Photo System e fa riferimento a un poco fortunato tentativo di sganciarsi dal 35mm a favore di formati flessibili.

Quello che ci interessa è che esistono sensori più piccoli di altri: i produttori di macchine fotografiche si sono quindi detti: perché non realizzare ottiche specifiche per i sensori più piccoli (che nel mondo digitale sono estremamente diffusi)?

Il sensore piccolo ha infatti almeno due vantaggi dal punto di vista della progettazione degli obiettivi: innanzitutto serve un cerchio di copertura inferiore, ossia l’obiettivo può proiettare un’immagine più piccola per coprire tutto il sensore, da cui lenti di diametro inferiore e pesi e costi inferiori. Le fotocamere a sensore ridotto hanno poi lo specchio più piccolo, permettendo agli obiettivi di “entrare” all’interno del bocchettone con l’ultimo elemento. Questo è un vantaggio progettuale notevole che può essere sfruttato in fase di progettazione (tecnicamente, si dice che la distanza di backfocus è inferiore).

Ecco il motivo che la prima sigla di un obiettivo Canon moderno può essere

EF – electronic focus

EF-S - electronic focus – small backfocus

(continua…)

maggio 15, 2009

Helios 40-2, new entry dell’armadio

Filed under: Uncategorized — squinza @ 7:42 pm

Canon 5D mkII + Helios 40-2 85mm f/1.5

Canon 5D mkII + Helios 40-2 85mm f/1.5

Solo un mini-post per celebrare l’arrivo dell’Helios 40-2, un medio tele di elevata apertura (85mm f/1.5) di fabbricazione sovietica.

Dalle prime prove è sorprendentemente nitido, e sorprendentemente difficile da usare: tra MaF millimetrica e ghiere progettate da qualcuno sotto l’effetto della vodka è veramente complesso da utilizzare.

Però ha uno sfocato di quelli che piacciono a me :-)

Prossimamente recensione completa, e un po’ di foto di prova

maggio 8, 2009

tre in uno: 105/135mm

Filed under: articoli,recensioni — squinza @ 5:24 pm
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Indice

Link
24mm
50mm
105/135mm

Il lato lungo: 105/4 contro 135/2

Si dai, qua ci stiamo spingendo un po’ troppo avanti: a queste focali una comparazione sensata su uno scatto è difficile da fare (la profondità di campo richiederebbe l’uso di un soggetto molto distante con tutte le conseguenze). Del resto di solito non si usa un 135/2 per fotografare le montagne quanto per uso prettamente ritrattistico o close-up (quanto meno, io faccio così).

main

Quindi ci concentremo sul punto di messa a fuoco: il muretto rivestito in pietra sul lato dx.

Ovviamente la focale diversa non consente un paragone diretto, però un’idea ce la possiamo anche fare.

(continua…)

aprile 27, 2009

tre in uno: 50mm

Filed under: Uncategorized — squinza @ 7:44 pm

Indice

Link
24mm
50mm
105/135mm

24-105 vs 50L

Qua il gioco si fa duro! Il 50/1.2 è il mio obiettivo preferito, e se la cava veramente bene in tutte le situazioni.

Stavolta prendiamo solamente due punti, all’aumentare della focale è difficile avere tutta la scena a fuoco e fare paragoni su aree probabilmente sfocate non è molto sensato:

main2Il fuoco, come sempre, è in manuale con LV sulla parte centrale. NB il 50/1.2 chiude solo fino a f/16

(continua…)

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