Squinza’s Weblog

Maggio 13, 2008

Coffee beans

Archiviato in: macro — Tag: — squinza @ 11:58 am
Un foglio di alluminio, qualche chicco di caffé, un diffusore e un flash: tanto basta per realizzare la foto di cui sopra.
Premessa doverosa:  mi piace giocare con la macchina fotografica. NON sono un professionista, per cui prendete sempre con le pinze quanto scrivo, e accettate quanto racconto sempre cum grano salis, grazie.
Non mi è mai piaciuto lo still-life, l’ho sempre ritenuto troppo cervellotico. Però è l’unica cosa che si può fare la sera, quando la luce scarseggia e la voglia di uscire non c’è proprio….
Dopo un’accurata e ripetuta lettura di strobist, che consiglio a tutti, ho deciso di applicarmi al settore dell’illuminazione tramite flash, finora troppo trascurata.
Scelgo quindi un soggetto interessante (si fa per dire) e un fondale diverso dai soliti bianchi (pensando fosse facile da gestire). Piglio cavalletto, 5D, tavolo e 150 macro.
Il primo punto: la carta stagnola. Non è facile evitare le pieghe, basta una minima pressione per rovinarla. Finché il soggetto è minuscolo non c’è problema, immagino che con pesi e dimensioni maggiori la cosa sia ben più problematica. Ad ogni modo, finché è tesa e liscia l’effetto è stupendo, soprattutto il riflesso
Punto 2: l’illuminazione. Ho un solo flash (580EX II) e un cavo PC in ordine. Lasciarlo sul suo zoccolo è inutile, la luce sarebbe penosa. Siccome non ho alternative ( :-( ) mi dico che è l’occasione giusta per provare un po’ di light-painting: si imposta il flash in manuale a una potenza prefissata (a seconda della foto ho usato 1/128 se nudo o 1/64 se diffuso) e si sparano una serie di flashate da vari punti. Quante? indicativamente nelle foto in questione circa 4 per lato e un paio dall’alto. Aggiungo che il tavolo è in un angolo circondato da pareti bianche, che sicuramente aiutano a diffondere un po’ la luce.
Punto 3: il bilanciamento del bianco. Tragedia, la luce ambiente è tungsteno carico (alogena con dimmer molto basso), il flash è flash. Ossia piuttosto fredda e con un ottimo spettro.
Risultati

Il primo problema è legato al punto 3:le pieghe si vedono moltissimo. In questo caso ho calcato molto l’illuminazione dall’alto e si vede nettamente l’ombra dei chicchi e la pellicola (bianca perché è bruciata, è voluto per nascondere pieghe e imperfezioni).

Il problema 3 si vede benissimo qua sotto invece: il colore (sfondo rosato rosato, il WB della macchina fa cose strane a volte…) è disomogeneo, si vede chiaramente il riflesso diretto del flash sulla sinistra dei chicchi. Per rimediare ai problemi ho provato ad utilizzare un diffusore (una sorta di secchiello di plastica che conteneva mozzarelle campane, ottimo per diffondere la luce negli ambienti interni e sicuramente meritorio di un successivo post).
Si innalza la potenza a 1/64 per compensare la perdita legata al diffusore. In questo modo si eliminano completamente i riflessi puntuali che appaiono molto più diffusi (la dimensione relativa della sorgente di luce con il diffusore posizionato a pochi cm dal soggetto è vantaggiosa, appare molto più estesa del soggetto stesso) Evidentemente la plastica è anche lievemente colorata, o quanto meno elimina le componenti più fredde della luce. Con un filo di fotoritocco e WB in post processing (ho eliminato qualche grano di sporco del sensore, molto evidente a f/16) la foto è fatta, e non è poi così male. Mi piacciono particolarmente le ombre sgranate (notare che si vedono le imperfezioni della carta stagnola nelle ombre sotto forma di righe parallele verticali) e la colorazione neutra del fondale.
Per confronto, il riferimento di luce ambiente segue:
PS come sempre, la foto migliore è tra quelle fatte per prova, ecco spiegati i 400ISO… tutte le successive si sono rivelate inferiori!

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