Squinza’s Weblog

Maggio 15, 2008

Er cupolone – ossia la scalata alla cupola

Archiviato in: Foto commentate — Tag:, , — squinza @ 5:14 pm

Vedo la maestà del Colosseo,
vedo la santità der Cuppolone

Così canta Venditti nella sua Roma Capoccia.

E la cupola della basilica di San Pietro è effettivamente un capolavoro dell’architettura.

Citando Wikipedia: Con i suoi 136 metri di altezza, i suoi 42 metri di diametro (di poco inferiore però a quello del Pantheon) e i suoi 537 scalini è il simbolo stesso della basilica e dell’intera città di Roma.
Poggia su un alto tamburo definito all’esterno da una teoria di colonne binate e aperto da sedici finestroni rettangolari, separati da altrettanti costoloni. Quattro immensi pilastri, di 71 metri di perimetro, sorreggono l’intera struttura, il cui peso è stimato in 14.000 tonnellate.

L’accesso alla cupola è permesso (a pagamento) al pubblico fino alla base della lanterna. Pare che sia possibile salire fino alla palla, ma con debita autorizzazione. Principi e ospiti onorari godono di questo privilegio, come testimoniano alcune lapidi commemorative poste sulla scalinata principale.

The nave as seen from aboveDopo un’oretta di coda (era il ponte del primo maggio e abbiamo commesso l’errore di entrare prima nella basilica e dopo di accodarci alla risalita) optiamo per la salita a piedi. Gli scalini sono più di 500 ma non è certo questo a spaventarci! In ogni caso la salita in ascensore è possibile solo fino al livello del tamburo della cupola, pari circa alla quota della copertura della navata principale.

Il primo tratto di risalita è articolato secondo una scalinata a chiocciola larghissima. Gira e rigira (ho perso il conto di quante volte…) si arriva all’altezza del tamburo, e si può passare dentro il ballatoio situato all’interno della cupola. Ne vale certo la pena: le pareti sono decorate a mosaico (i papi erano veramente esosi!), e si vede tutta la navata centrale. Siamo ovviamente al di sopra del baldacchino del Bernini, altro capolavoro dell’arte italiana.

Curiosità: si dice che il bronzo per il baldacchino provenga dai fregi situati sulla facciata del Pantheon. Papa Urbano VIII Barberini avrebbe fatto questo scempio per procurarsi il prezioso metallo destinato all’opera del Bernini e ricavandone anche qualche cannone per Castel Sant’Angelo.

Per questo e per altre “realizzazioni” circola il detto, molto poco lusinghiero, Quod non fecerunt Barbari, fecerunt Barberini.

La salita è tuttavia lungi dall’essere completata, una breve rampa di scale e raggiungiamo la terrazza situata circa all’altezza del soffitto della cattedrale. Curiosamente (beh, io lo trovo curioso) il tetto della chiesa visto dall’esterno è un normalissimo tetto a capanna, con tegole in terracotta. Avrei pensato a qualcosa in piombo o simili, invece è una copertura semplicissima.

Da notare le varie lanterne che portano luce all’interno della basilica e la fila di statue sullo sfondo, sono quelle della facciata. Per scendere si passerà da quel lato.

Ricomincia la salita: stavola il passaggio si snoda tra la parte esterna della cupola e l’ossatura della medesima. Sostanzialmente esistono due cupole concentriche, in analogia con Santa Maria del Fiore (ma gli architetti sono diversi!)

E così, man mano che si sale, le pareti non sono più verticali.

Se dapprima è poco percepibile, l’ultimo tratto è veramente impegnativo: ovviamente al salire lo spostamento verso l’alto deve essere accompagnato da uno spostamento radiale, verso il centro.

Lo spazio è sempre di meno, a volte c’è il dubbio che qualche persona particolarmente corpulenta non riesca a passare, e alcuni turisti non più giovani sono in effetti un po’ spaventati dalle scale, che sono molto pendenti.

La struttura è comunque stupefacente, considerando anche i metodi realizzativi dell’epoca, ben lontani da quelli moderni!

Superati gli ultimi scalini si giunge infine alla base della lanterna della cupola, attorno alla quale si può liberamente camminare guardando il panorama. Inutile dire che vi erano numerosi turisti assiepati, impegnati a scattare foto e ammirare il panorama

Se non fosse per la visibilità un po’ scarsa il panorama si estenderebbe su tutta Roma, e comunque si gode veramente della stupenda piazza (sempre opera del Bernini) che tanto spesso vediamo inquadrata, colma di persone in visita alla maggiore delle chiese cristiane.

The top

Un’ultima nota: non sottovalutate la discesa, tanti sono gli scalini a salire e tanti sono a scendere, il consiglio è quindi di prendervi tutto il tempo che vi serve per riposarvi.

All’altezza del tamburo è presente anche una fontana per l’acqua e un bar per i caffé, nonche un paio di negozi di souvenir (immancabili).

Vuoi mettere la soddisfazione di pigliarsi un caffé in quota a San Pietro in Vaticano?

2 Commenti »

  1. Ciao,
    ieri sono salito per la prima volta sulla cupola di San Pietro.
    Mi ha incuriosito tantissimo la palla e il fatto che ho scoperto che sia visitabile!!!
    Per quanto ne sai, esistono foto o filmati dell’interno della palla?

    Commento di lorenzo — Giugno 17, 2008 @ 5:21 pm

  2. Sicuramente da qualche parte ci sono, ma una rapida ricerca via google non ha dato risultati. Considera che l’accesso è permesso a pochissima gente, non so se hai notato le targhe appese al muro durante la discesa :-)

    Commento di squinza — Giugno 18, 2008 @ 7:00 am


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