Vedo con grande frequenza nei forum domande ricorrenti sul principio di funzionamento dei tubi di prolunga, quanto ingrandiscono, come modificano la distanza di messa a fuoco e la classica domanda ma modificano la qualità d’immagine?
L’articolo ha la pretesa di addentrarsi un minimo (ma veramente un minimo!) all’interno della matematica che sta dietro al discorso. Non vedo sinceramente alternative, se si vuole realmente capire il principio di funzionamento dei tubi di prolunga.
Rev. 1.0 del 7 luglio 2008




Le macro e il flash: breve considerazione
Calopteryx Virgo, Canon 5D + 150 macro + 1,4x. f/5.6, 1/200s, 100 ISO, flash, mano libera
Oggi pomeriggio stavo allegramente fotografando sulle sponde del Mincio, in provincia di Verona.
Contrariamente alle mie abitudini passate mi ero portato dietro tutta la potenza di fuoco dal punto di vista flash in mio possesso, con l’intenzione di fare qualche prova. In realtà non ho combinato molto, nel senso che l’abbondanza di soggetti mi ha distratto e ho preferito fotografare (che è sempre meglio che sperimentare…).
Mi è però capitato sott’occhio un esemplare di Calopteryx virgo, una delle tante damigelle che si trovano comunemente lungo i fiumi.
Lo sfondo (l’acqua) era perfetto, il soggetto era lievemente in ombra in modo da permettermi di giocare con diaframma e tempi.
Detto fatto, una serie di foto scattate con 5D + 150 macro semimoltilpicato, a mano libera. In più flash on-camera (580EXII), tempo 1/200s e diaframma variabile. ISO costanti.
La progressione dei diaframmi va da f/4 (tutta apertura) a f/11. La profondità di campo è sempre sufficiente, in questo caso non è un parametro rilevante, anche se a f/4 la coda del soggetto non è perfettamente a fuoco. Lo sfocato di sfondo, del resto, è sempre adeguato (vista l’omogeneità).
(continua…)