Squinza’s Weblog

Agosto 27, 2008

Canon EF-S 18-200: finalmente un superzoom anche in casa Canon?

Archiviato in: Uncategorized — Tag:, , , — squinza @ 10:10 am

Canon EF-S 18-200mm f/3.5-5.6 IS: occasione persa?

Canon ques’anno ha proprio deciso di stupirmi. Per il Photokina 2008 presenta un corpo macchina nuovo (50D) per sostituire la 40D, che non ha manco un anno pieno. Per di più presenta un superzoom 11x per il formato APS-C, meno di un anno dopo aver presentato il 18-55 IS e il 55-250 IS, che avevo interpretato come un “niente superzoom in casa nostra, preferiamo spezzare i corredi in due“.

Al di là della mera strategia commerciale (NB Canon si sta distinguendo per un ottimo settore marketing, ma di novità galattiche ultimamente non ne ha presentate a differenza della concorrenza) viene finalmente colmata una grossa lacuna nel catalogo del produttore giapponese.

Mi spiego: chi mi conosce sa che apprezzo e uso quasi solo obiettivi a focale fissa. Ma la mia filosofia dice anche se devo prendermi uno zoom, che almeno sia “molto zoom . Sul ramo FF la presenza dell’ottimo e granitico 28-300 IS mi ha più volte interessato. Ma è molto più interessante, secondo me, un obiettivo compatto e relativamente leggero come il 18-200. Abbinato a una APS-C compatta (tipo 400D) costituisce un’ottima soluzione per le vacanze, passeggiate non impegnative ecc ecc.

I punti interessanti

Due caratteristiche al volo: escursione focale interessante, grosso modo un 28-320 equivalente, stabilizzatore da 4 stop (teorici), attacco EF-S, utilizza lenti asferiche e a bassa dispersione. Peso relativamente contenuto, 595g. Lo schema ottico è ovviamente piuttosto complesso, 16 elementi in 12 gruppi (c’è di peggio in giro).

Abbinato a una 400D (che ho nel cassetto :-) ) consente di avere tutte le focali di uso comune in 1100g, per intenderci 5D + 50L pesano nettamente di più e sono più ingombranti.

Canon, sei un po’ barbona però!

Ovviamente non ci si può aspettare tutto da mamma Canon. Ci sono degli aspetti, infatti, che meriterebbero più cura o attenzione. In particolare, l’AF non è USM. Ma dico, vi costa così tanto progettare un obiettivo come si deve? La ghiera AF è sullo stile del 18-55, ad occhio, quindi sostanzialmente inutilizzabile (è pur vero che pochi useranno questo obiettivo in manuale, ma la possibilità della messa a fuoco manuale continua che offre l’USM è fondamentale per sfruttare l’iperfocale).

Inoltre non è IF, la qual cosa è piuttosto fastidiosa. Pare però che la lente frontale non ruoti durante la MAF.

Gli MTF presentati al momento sono solo relativi alle focali estreme, quindi contano poco (notoriamente sono le focali meno performanti sugli zoom). Però non sono certo entusiasmanti, pare che abbia un forte contrasto ma una risoluzione scarsina…

Infine il costo, si parla di 700 euro. Mica pochi, ma accettabili se la qualità ottica fosse effettivamente al top (cosa di cui assolutamente dubito, ma non si sa mai che ripetano il miracolo del 18-55 IS)

E la concorrenza?

Il motivo del titolo precedente è presto detto: il riferimento nel settore è il Nikkor 18-200 VR che a fronte di una escursione focale simile offre IF e USM, nonché un’ottima fama al seguito.

Sigma ha un 18-200 OS ma non lo conosco, del resto nessuno ne parla bene

Tamron invece ha un buon 18-250 e sta per presentare un 18-270 VC (non WC!), sulla carta è molto più interessante del Canon grazie all’estensione prodigiosa, l’AF è del resto paragonabile.

Insomma, nonostante arrivi per ultima sul mercato non fa molto per stupirci. Del resto è troppo impegnata nella corsa ai MP sui corpi macchina per impegnarsi negli obiettivi…

Aspetto con ansia recensioni!

Link utili:

Press-release Canon

EF-S 18-200 su Canon USA

Commento su canoniani.it

Agosto 20, 2008

Appunti di viaggio

Archiviato in: Appunti di viaggio, Foto commentate — squinza @ 10:49 am

Il cimitero ebraico di Praga

Non capita tutti i giorni di visitare un posto del genere! Sto parlando del vecchio cimitero ebraico di Praga, localmente noto come Starý Židovský Hřbitov.
Situato nel quartiere ebraico (chi l’avrebbe mai detto?) della città (Josefov), è il luogo ove in epoca medioevale venivano sepolti gli ebrei morti nel ghetto. Niente di recente, quindi (l’ultima sepoltura risale al 1787).
E’ un luogo con un fascino arcano: in questo fazzoletto di terra hanno trovato sepoltura un numero imprecisato di persone, c’è chi parla di 100.000 ma non esiste una dato certo. La mancanza di altri luoghi di sepoltura autorizzati costringeva così a impilare letteralmente le tombe. Pare fino a 10 strati sovrapposti…

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