Recensione del fish-eye universale Zenitar 16mm
Aggiornato il 30/09/2009, dopo un paio d’anni d’uso
A volte quando si fotografa si ha voglia di qualcosa di diverso. Ora che tutti sembrano possedere ultragrandangolari che anni fa erano fantascenza (quando mai si scendeva sotto i 24mm?), l’unico modo per generare prospettive azzardate è abbandonare la proiezione rettilineare tipica degli obiettivi “normali” per la distorsione caratteristica dei fish-eye.
Il principio degli obbiettivi fish-eye è proprio di comprimere più scena all’interno del fotogramma man mano che ci si allontana dal centro del fotogramma. Di conseguenza i bordi appaiono fortemente deformati, le linee che non attraversino il centro del fotogramma appaiono curve e le proporzioni completamente cambiate. Interessante è sapere che questo è uno dei motivi per i quali la caduta di luce ai bordi del fotogramma è molto ridotta.
Di fatto angoli di campo prossimi ai 180° possono attualmente essere raggiunti solo abbandonando la proiezione rettilineare: per il mondo reflex il massimo angolo di campo raggiungibile da un obiettivo privo di distorsione sono i 122° dei 12mm (es, il 12-24mm di casa Sigma), per il grande formato ci si è spinti fino ai 144° di alcuni ultragrandangolari sovietici, o i 135° del mitico Hypergon. I fish-eye invece fanno molto di più: le focali 16mm toccano i 180° sulla diagonale del fotogramma, i 10mm proiettano 180° sul lato corto, generando un’immagine circolare. Focali più corte esistono, e coprono più di 180°, come alcuni nikkor storici sostanzialmente introvabili: inquadranto verso l’alto con questi si becca tutto l’orizzonte intorno, fantastico ma decisamente eccessivo…
Ma torniamo in tema: l’MC Zenitar 16mm/2.8 è un obiettivo anomalo. Non esiste molto a livello di specifiche tecniche, gli unici dati che ho trovato sono i seguenti:
Focal lenght, mm: 16
Relative aperture: F/2.8-22
Angle of view,o: 180
Minimum distance when photographing, m: 0,3
Number of elements/groups: 11/7
Weight, kg: 0,31
Mancano evidentemente indicazioni sullo schema ottico, sul RR e tanto altro, ma non importa.
L’obiettivo è di importazione russa, a quanto mi risulta. Si trova in vendita su Ebay o in pochissimi negozi specializzati. E’ normalmente disponibile con attacco M42 ma si trovano esemplari già muniti di baionetta personalizzata. Il mio, ad esempio, ha l’attacco EOS standard.
Costruzione

Quando si hanno soggetti così diversi quanto ad illuminazione è meglio ricorrere a mascherature o doppie esposizioni
Gajarda! E’ piccolino ma tosto, realizzato in buona parte in metallo. La lente frontale sporge considerevolmente (come tutti i fish) ed è protetta da uno scomodo paraluce che non vuole saperne di stare saldamente attaccato. Il trattamento antiriflesso mi pare abbastanza uniforme, peccato che è facilissimo posare le dita sulla lente frontale e lasciarci un bel segno di grasso. La pulizia, per ora, non ha lasciato traccia
Come specificato da molti utenti il paraluce è montato sbagliato (probabilmente è in realtà l’attacco ad essere storto): va svitato, operazione delicata causa dimensione minima delle viti che lo tengono fisso, girato di qualche grado e riavvitato. Io non l’ho ancora fatto, per cui vedrete regolarmente in alto a sinistra nelle mie foto un angolo nero. Rigorosamente da clonare con post produzione.
La ghiera di MAF è piccola ma ben smorzata, non si muove inavvertitamente. Anzi, la vorrei un po’ più fluida.
La ghiera dei diaframmi è purtroppo molto piccola e molto vicina al corpo macchina. Non ne faccio una colpa ai progettisti poiché la dimensione totale dell’obiettivo è veramente ridotta e non potevano fare di più. I diaframmi disponibili vanno da f/2.8 a f/22 con scatti ogni mezzo stop.
Sono indicate chiaramente le distanze di MAF e la scala della PdC, utilissima volendo lavorare in iperfocale (cosa che faccio quasi sempre), le scritte sono non solo dipinte ma stampate sul metallo, come usava una volta: la qualità russa in questo casi è buona, il mio esemplare dopo un paio d’anni d’uso non presenta il minimo segno di usura, graffi o problemi legati all’utilizzo. Certo, l’attacco EOS non è proprio dei migliori (a volte sembra che non agganci bene, ma è solo un’impressione).
Utilizzo
L’obiettivo è completamente manuale. Niente AF, niente diaframma elettromagnetico. La cosa può essere scomoda per riprese particolari dove sia richiesta una certa velocità operativa, ma non costituisce assolutamente un problema per un utilizzo più tranquillo, come tipicamente viene usato un fish-eye. Su 5D e 400D l’esposimetro funziona regolarmente, per cui la procedura di lavoro è:
- apri il diaframma a 2.8
- metti a fuoco
- chiudi il diaframma al valore desiderato
- scatta
In realtà se il soggetto è appena appena lontano (diciamo oltre i 2 metri) si lavora benissimo lavorando in iperfocale. Solamente sui soggetti vicini è meglio aprire e regolare in maniera fine la messa a fuoco. Non essendo un vetro particolarmente nitido consiglio vivamente di lavorare da f/8 in giù, anche per scongiurare problemi di messa a fuoco.
In effetti la messa a fuoco è un po’ il punto dolente del tutto: dato l’angolo di campo disumano si fa fatica a capire se e quando il soggetto è perfettamente a fuoco: consiglio di servirsi della scala delle distanze per l’architettura o di aprire a 2.8, focheggiare e poi chiudere se il soggetto è vicino. Tanto di sfocare non se ne parla, ed è meglio così, è un obiettivo da “tutto a fuoco”.
Con una fotocamera dotata di Live View è ancora più semplice: si può tranquillamente lavorare al diaframma finale (f/11 o f/16), inquadrare dal display vedendo in tempo reale l’esposizione ed eventualmente modificandola e scattare.
E come si comporta con l’architettura? Notoriamente per l’architettura si utilizzano obiettivi decentrabili in bolla cercando di ridurre al massimo le distorsioni prospettiche ecc ecc.
Con il fish-eye cambia tutto. L’importante, in questi casi, è esagerare e ricordare che finché il soggetto principale è al centro del fotogramma la distorsione è controllata e comunque non fastidiosa. Certo, è da usare con parsimonia:
Una nota necessaria: le fotografie di quest’articolo sono state tutte scattate con una 5D. Ritengo infatti che per sfruttare a pieno le caratteristiche dell’obiettivo, in primis la distorsione, sia completamente inutile usarlo su sensore croppato.
Se volete un fish-eye su APS-C dovete quindi rivolgervi altrove, in particolare la Sigma ha una serie di fish-eye per formato pieno e croppato, così come la Nikon con il loro Nikkor 10,5mm/2.8.
Qualità ottica
Ecco il punto più interessante. Devo dire, si comporta molto bene. La risoluzione è sicuramente sufficiente in tutto il campo di lavoro (intendo da f/8 a f/22). A mio avviso manca un po’ di contrasto, ma non è certo un tipo di lente con la quale vai a pescare i dettagli: è bello inquadrare una scena e conglierne l’atmosfera generale.
Anche i colori non sono il massimo della vita, e in taluni casi ho dovuto convertire la foto in bianco e nero, soprattutto nel caso di foto a basso contrasto. In genere, con un po’ di esperienza, si capiscono i limiti della lente e si impara a scattare al meglio.
A tutta apertura l’ho usato di rado, è difficilissimo beccare il fuoco senza live view e comunque lo sfocato è sgradevole. Per uno sfondo sfocato servono focali più lunghe! In certi casi ho dovuto “aprire” fino a f/4, devo dire che se si lavora con fuoco all’infinito problemi di qualità particolari non ne ho notati.
L’unico caveat riguarda proprio la sua caratteristica principe: avendo un angolo di visuale così ampio bisogna prestare molta attenzione all’esposizione. Tendenzialmente si espone per il soggetto, spesso come risultato il cielo verrà bruciato o, viceversa, esponendo per il cielo il paesaggio sarà troppo scuro.
Insomma, è un’arma a doppio taglio. Di conseguenza il flare è sempre in agguato, anche se devo dire che è controllato in maniera più che adeguata (sorprendente per una lente da 120 euro). Probabilmente la mancanza di contrasto che lamento è anche dovuta a un leggero flare spesso presente. Nella foto in parte la lente frontale è investita dalla luce del lampione, ma l’obiettivo non fa una piega. Non va sempre così, capita talvolta un alone verde al centro del fotogramma in caso di sole nel pieno dell’inquadratura, ma non mi dà troppo fastidio, in fondo.
La foto sottostante (Praga dalla collina del castello) invece mostra un soggetto, la città, correttamente illuminato e il cielo sostanzialmente bruciato. Da notare che questo genere di fotografie, con ampi spazi, riesce meglio se c’è un soggetto in primo piano che riempie il fotogramma, esattamente come succede con tutti gli ultragrandangolari. La profondità di campo permette facilmente di avere tutto a fuoco, soprattutto se possiamo chiudere a f/11 o anche f/16
In questi casi a volte è meglio ricorrere all’HDR o ripresentarsi quando il cielo è più scuro, leggi al tramonto (insomma, il problema sta nel fotografo, non nella lente).
A differenza dell’originale Canon (l’EF 15mm/2.8) è completamente manuale, ma è comunque perfettamente utilizzabile senza problemi con un minimo di esperienza. E le dimensioni minuscole (è più piccolo del 50/1.8, se pur più pesante).
Nel mio caso specifico si è guadagnato un posto fisso in borsa, non è pesante, è poco visibile, è robusto ed economico e consente delle foto molto caratteristiche.
L’ho usato con soddisfazione anche nel corso di matrimoni o cerimonie giusto per dare quella foto con un tocco di personalità in più. Insomma, una lente anomala, economica ma con un ottimo potenziale creativo.
Webografia
Pur essendo un obiettivo piuttosto diffuso non è facile trovare recensioni in italiano. In inglese è molto più facile:
- Recensione su photonotes.org;
- Altra recensione, qua parla dei problemi di fuoco all’infinito (che io non ho riscontrato);
- Galleria su flickr
Foto di esempio
Nell’ultimo anno ho usato parecchio l’occhio-di-pesce, con grande soddisfazione, devo dire. Ecco le foto, tutte sono linkate alla relativa pagina di flickr su cui è presente la versione ad alta risoluzione























Hei, bella recensione. Il tuo è a vite o ha l’attacco canon direttamente?
Comment di Bordinus — Settembre 14, 2008 @ 11:45 am
Ciao,
Vorrei acquistare questo obiettivo per fare un regalo al mio ragazzo che ha una Canon EOS 350 D. E’ compatibile?
E’ vero che si trova solo on line?
Comment di Laura — Marzo 13, 2009 @ 4:21 pm
Ciao Laura
Purtroppo si trova solo online (normalmente su ebay), oppure nei mercatini dell’usato. Non mi risulta esista un importatore italiano…
E’ compatibile con tutte le reflex di casa Canon a patto di prenderlo con l’attacco giusto. Tuttavia sul formato APS-C (quello dellta 350D) è purtroppo, secondo me, poco utile: si perde molto della deformazione tipica del fish-eye e quindi il “gusto” tipico di questa lente.
Comment di squinza — Marzo 13, 2009 @ 4:49 pm
[...] Yep, il mio corredo “standard” è composto da tre ottiche fisse. Se la destinazione lo richiede, al posto (o insieme) del 24/1.4 ci piazzo il TS-E 24, che per l’architettura è la fine del mondo; inoltre spesso volentieri in borsa trova posto anche anche l’MC Zenitar 16/2.8. [...]
Pingback di 3 in 1, si può? « Squinza’s Weblog — Aprile 26, 2009 @ 1:33 pm
Ciao..
io ho una Nikon D70 che mi hanno regalato..
è compatibile questo obbiettivo?
Comment di Marco — Giugno 16, 2009 @ 9:39 am
Il mio in particolare no, devi prendere uno Zenitar con attacco Nikon. Praticamente lo stesso obiettivo esisten con baionetta Nikon, Canon, Pentax, M42 ecc ecc
Non so però come rende su sensore ridotto, parafrasando la pubblicità dei Fonzies, “se non hai il full frame godi solo a metà“
Comment di squinza — Giugno 21, 2009 @ 9:59 pm
Ho una D90 e volevo comprarmi questo obiettivo con l’attacco compatibile, dici che ne vale la pena?
Grazie
Comment di Thomas — Agosto 15, 2009 @ 6:44 pm
ciao io ho una canon 400D e ho trovato molto interessante il tuo articolo. dici che con la 350D non conviene molto e per la mia cosa mi dici? ma devo comprare anche, nel caso, un adattatore? cosa?
grazie mille…
Comment di ombretta — Agosto 25, 2009 @ 8:19 pm
350D e 400D hanno il medesimo sensore (come dimensione, intendo), per cui comunque ti perdi la parte più distorta e più caratteristica, quella sui bordi. Siccome vedo che interessa, posterò un paio di foto fatte con la 400D, che ancora possiedo…
Comment di squinza — Agosto 26, 2009 @ 6:58 am
Per favore posta!
Ho tempo fino ad Ottobre per quel regalo…
Grazie 1000!
Ciao.
Comment di Laura — Settembre 16, 2009 @ 12:24 pm
[...] Zenitar e APS-C Archiviato in: Uncategorized — squinza @ 3:08 pm Mi chiedono in tanti come si comporta un fish-eye diagonale su APS-C (vedi i commenti alla recensione del mio Zenitar). [...]
Pingback di Zenitar e APS-C « Squinza’s Weblog — Settembre 26, 2009 @ 3:08 pm
Ciao e complimenti per l’ottima recenzione. Io non sono un fotografo, ho solo una piccola compatta ma vorrei passare ad una reflex. Adoro i paesaggi e vorrei iniziare a lavorare con i tour panoramici virtuali. Vorrei comprare una Canon 500D o una Nikon D5000 che non sono full frame. Da quanto ho capito, con queste macchine non riuscirò mai a prenere una visuale di 180° con nessun obbiettivo. Confermi?
Grazie
Comment di Lorenzo Denami — Novembre 29, 2009 @ 12:53 pm
Ciao, sì, con una macchina non full frame non prendi i 180° pieni, come scritto qua. Per il formato ridotto vedo parecchie foto fatte con un tale Samyang 8mm/3.5, che dovrebbe garantire i 180° su APS-C e non dovrebbe neanche essere male, ma non l’ho mai usato!
Comment di squinza — Novembre 30, 2009 @ 6:44 am
OK, stasera faccio 2 scatti e vedo di postare due foto
Comment di squinza — Settembre 16, 2009 @ 1:00 pm
Detto, fatto
http://squinza.wordpress.com/2009/09/26/zenitar-e-aps-c/
Comment di squinza — Settembre 26, 2009 @ 3:10 pm