Mini review del discusso zoom diffrattivo di Canon
Come dicevo nel precedente post, ho messo le mani su un esemplare usato ma in ottimo stato di 70-300 DO.
Passato quindi un mese abbondante di prove e controprove, stendo una breve recensione/opinione sul suddetto (la prova è stata effettuata su 5D).
L’impatto: costruzione e peso
Piccolo, piccolo e ancora piccolo! Dal punto di vista “dimensionale” hanno fatto sicuramente un ottimo lavoro, realizzando un obiettivo veramente minuscolo. Presumo che questo fosse tra gli obiettivi del progetto, e la cosa non è del tutto indolore: le ghiere, ad esempio, se pur perfettamente utilizzabili, sono comunque leggermente piccole (confrontate con quelle del 300mm o del 135/2). La lente frontale ha il diametro filettatura incredibilmente ridotto di 58mm (inferiore a quello di qualsiasi fisso di classe L), forse un po’ troppo pochi visto che a tutta apertura vignetta in maniera piuttosto vistosa.
All’interno del corpo hanno comunque trovato il posto per un motore USM ad anello e per uno stabilizzatore di terza generazione (con doppia modalità di funzionamento). Tutto esteso l’obiettivo diventa decisamente più lungo, essendo costituito da una doppia estensione, ma questo non è certo un problema: se pur lunghetto è sempre veramente poco appariscente, dote quest’ultima rilevante per certe applicazioni come la fotografia street piuttosto che i ritratti rubati. Il peso, comunque, non è trascurabile: 720g, più del 70-300 standard per esempio. Questo è comunque una conseguenza della buona costruzione generale del’obiettivo, che appare robusto e ben realizzato, con pochi giochi.
L’unico difetto costruttivo che imputo al piccolo è la zoomata: evidentemente la parte estensibile pesa molto, e di fatto estendere la focale mentre si punta verso l’alto è quasi impossibile. Analogamente, se lasciato in posizione di riposo a 70mm, va assolutamente bloccato tramite l’apposita levetta per impedire che si allunghi in maniera molesta.



