Squinza’s Weblog

Aprile 26, 2009

tre in uno, si può?

Archiviato in: recensioni — squinza @ 1:32 pm

Canon EF 24-105mm/4L IS USM

Con l’ultima follia, l’acquisto della 5D mark II, mi sono trovato in borsa anche uno degli obiettivi Canon più diffusi e ricercati, il 24-105L

Che dire, nonostante la mia avversione agli zoom (causano sfoghi allergici, mi dicono) la tentazione di provarlo era decisamente forte: sulla carta è un ottimo tuttofare, va da una focale grandangolare che per i miei usi è più che sufficiente fino a un medio tele di tutto rispetto. E’ USM, tropicalizzato, stabilizzato. C’ha la riga rossa che fa tanto PRO. Pesa poco (relativamente), è abbastanza compatto.

Insomma, in teoria è un buon complemento alla 5D o a una qualunque fotocamera full-frame.

E’ quindi la panacea per tutti i mali? Ovvio che no…

Chi mi conosce sa che nella stessa sigla dell’obiettivo sta nascosto il suo limite più grande: quell’f/4, tremenda infamia!

Ancora prima di prenderlo in mano so quindi che non potrà avere quel bel sfocato burroso sciolto che piace a me, e avete voglia di dirmi che tanto è stabilizzato e i tempi di sicurezza si alzano, se non sfoca non sfoca e punto. Questo non centra niente con le fotografie di sera o di notte, è puramente una questione estetica mia personale, prediligo l’isolamento del soggetto tramite una messa a fuoco selettiva che può essere fatta solamente con obiettivi di grande apertura.

In teoria, se si fosse rivelato all’altezza, lo avrei tenuto con me per utilizzarlo in occasione di gite poco impegnative, tutto sommato a 105mm se pur a f/4 si riesce ad ottenere qualcosa anche dal punto di vista ritrattistico, e l’escursione focale è interessante. In realtà, pur non essendo male, mi si sovrappone troppo alle focali fisse che ho. Poiché queste ultime sono molto gelose, hanno ostracizzato il povero 24-105 che adesso è in vendita su un mercatino :-(

Ma che fare? Lo vogliamo vendere così, senza nemmeno montarlo on-camera? No no, non sia mai, l’occasione è ghiotta. Il tempo (atmosferico) deplorevole  mi lascia buone possibilità per fare 2 scatti dalla finestra della camera da letto, in attesa di una giornata migliore per poter scattare all’aperto.

Tre fissi, perché non un mobile?

La triade in tutta la sua bellezza

La triade in tutta la sua bellezza

Yep, il mio corredo “standard” è composto da tre ottiche fisse. Se la destinazione lo richiede, al posto (o insieme) del 24/1.4 ci piazzo il TS-E 24, che per l’architettura è la fine del mondo; inoltre spesso volentieri in borsa trova posto anche anche l’MC Zenitar 16/2.8.

Ovvio che portarsi in giro ’ste principini non è uno scherzo: il solo 135/2 è grosso quanto il 24-105 (a 105mm, tra l’altro…), e pesa di più.

Peso (g)
24/1.4 550
50/1.2 590
135/2 750
24-105/4 670

Aggiungiamoci pure i 570g del TS-E 24 e vedete un po’ che viaggio normalmente con 1900g di obiettivi sulle spalle, più il corpo macchina :-(

Insomma, la malsana idea del “tuttofare” è approvata e sostenuta ardentemente anche dalla mia schiena, soprattutto adesso che si va verso l’estate e lo zaino diventa molesto.

Ovviamente, il confronto fissi/zoom deve reggere, se non sotto l’aspetto “apertura massima” quanto meno sotto l’aspetto “qualità d’immagine”, anche perché ciascuno dei singoli fissi esaminati costa più dello zoom (eccetto il 135/2 che ha un costo paragonabile se non inferiore).

Alle pagine seguenti trovate, separatamente per le tre focali, la comparazione tra le ottiche.

Link
24mm
50mm
105/135mm

NOTA: tutte le foto sono state fatte su cavalletto con scatto ritardato. Messa a fuoco tramite LV in manuale. Nessuna postelaborazione, medesimo WB (nuvoloso) e ISO su tutte. Il corpo macchina è una 5D mark2 (21MP, full frame)

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