Squinza’s Weblog

gennaio 24, 2010

Canon S 50mm f/0,95 – Recensione (prima parte)

Filed under: articoli,recensioni — squinza @ 10:24 pm

Perché la luce non basta mai!

Chi mi conosce sa ben qualcosa della mia passione per le lenti veloci (e scusate il gioco di parole). Già fortunato possessore di un corredo Canon EF, ho avuto modo di provare e possedere degli ottimi obiettivi moderni con grande apertura di diaframma: 24mm/1.4, 50mm/1.2, 85mm/1.2 e 135mm/2. Ossia gli obiettivi moderni più veloci presenti sul mercato.

Ho avuto anche la fortuna di provare (e recensire) un obiettivo non più in produzione ma ancora reperibile, il Canon EF 50mm/1.0L. Gran bella lente, niente da dire, seppur un po’ ingombrante.

Tutti gli obiettivi sopra citati sono ormai delle bestie rare, su queste focali la fanno da padrone zoom più o meno luminosi relegando a status di ottiche di nicchia i fissi ultraluminosi che fino a qualche anno (diciamo anche lustro) fa erano a catalogo di tutti i produttori di obiettivi.

Diciamo che oggi come oggi trovare un produttore che progetti da zero un ultraluminoso è piuttosto difficile: lo fa tuttora Canon (ma si ferma a f/1.2) , Nikon fa finta di niente (le ottiche attuali più luminose sono f/1.4), Pentax e Sony-Minolta si affidano alle lenti del passato. Resta Leica a continuare a produrre un’incredibile gamma di ultraluminosi per telemetro tra cui brilla il 50mm Noctilux, ma è un settore veramente di nicchia, per i prezzi innanzi tutto.

Ora, direte voi, c’è veramente necessità di avere un obiettivo con un diaframma francamente esagerato come un 50mm/1.0? La risposta è soggettiva. Con gli ISO di una 5D mark II o una D3, perfettamente usabili fino a 3200ISO (e qualcuno direbbe anche oltre) parrebbe di no. Già il 50mm/1.2 pone dei problemi di precisione di messa a fuoco tutt’altro che trascurabili e offre una separazione soggetto-sfondo sicuramente notevole:

Tokyo, 5D e 50/1.2L @ 1.2

Come vedete, se pur a tutta apertura, il 50/1.2L è perfettamente a suo agio. La foto non è perfetta, c’è aberrazione cromatica nelle zone di contrasto, ma globalmente ha un ottimo contrasto e uno sfocato accettabilissimo, se pur un po’ duro. Paradossalmente se avessi scattato a f/1.4 o f/2 lo sfocato sarebbe stato di meno, ma più morbido.

Si può fare di più? Su reflex sì:

Genova, Sandro "Fireblade" mentre posa per uno scatto realizzato con il suo 50/1.0 a tutta apertura su 5D

Il 50/1.0 è il limite estremo della luminosità su reflex. Ed è in effetti molto più impegnativo da usare del fratello più moderno: in cambio di 1/2 stop di luminosità in più ci si scontra con una risoluzione inferiore, una vignettatura ben visibile e un contrasto più basso, un po’ fuori dal gusto attuale (ma a mio parere estremamente gradevole). E quasi 500g in più di peso… Questa è l’ultima lente veramente estrema progettata per reflex, una di quelle che costituivano una bandiera per la casa produttrice. Ora l’interesse e la sfida si sono spostati sulla resa della lente, generando obiettivi estremamente incisi e contrastati, in linea con la necessità di utilizzarli su sensori sempre più risolventi. Ma non è sempre stato così….

Un po’ di storia

Il dopoguerra in Giappone

Dopo la seconda guerra mondiale in Giappone hanno deciso di smettere di copiare le blasonate produzioni europee (e tedesche in primis), fino a quel momento il riferimento mondiale per la qualità. Le prime lenti Canon, per intenderci, erano sostanzialmente copie degli equivalenti Zeiss e Leitz. Uno per tutti, lo schema ottico Sonnar di Zeiss (“inventato” in Germania prima della guerra) è stato copiato e rivisto in innumerevoli varianti tra la Russia e il Giappone dando origine a un bel po’ di 50mm f/1.5. E, curiosità, i 50mm per telemetro con schema Sonnar di Canon sono tutt’ora molto ricercati sul mercato dell’usato per la firma caratteristica dell’obiettivo.

E’ un bel periodo per l’ottica: i Giapponesi si prendono tutta una serie di primati (che all’epoca si combattevano sulla luminosità) progettando una serie di ottiche rimaste nella storia, come lo Zunow 50/1.1, il Nikkor 50/1.1 (il primo su schema Sonnar, il secondo su schema Planar). Tutte ottiche per telemetro, si intende, visto che per il mondo reflex era ancora troppo presto. Gli altri non restano a guardare, negli anni ’50 ogni casa vuole partecipare alla festa, ed escono per dire il Canon 50/1.2, il Konica Exanon 50/1.2, il Fujinon 50/1.2 e così via, dispobilili con attacco LTM (Nikkor escluso, era troppo pesante e i primi esemplari danneggiavano il corpo macchina e gli hanno dovuto realizzare un attacco dedicato…) e quindi regolarmente utilizzabili su un corpo Leica anche moderno tramite un semplice adattatore.

Se considerate che non esisteva ancora il multicoating e le lenti asferiche capite che questi progetti erano estremamente impegnativi e non potevano comunque garantire la qualità e la resa di un obiettivo moderno. Si tratta comunque di obiettivi tutt’ora reperibili sul mercato dell’usato, a prezzi non proprio concorrenziali, soprattutto per alcuni di essi: il Nikkor e lo Zunow sono sostanzialmente introvabili e viaggiano sull’ordine delle migliaia di euro.

Canon risponde

Corre l’anno 1961. Canon ha presentato negli anni passati almeno due 50mm luminosi (e non dico niente degli 85/1.5 del 1952), il 50mm/1.2 nel 1956 e il 50mm/1.4 l’anno successivo:

Il mio esemplare di 50mm/1.4 per telemetro

Ma non è evidentemente abbastanza: per mostrare “chi ce l’ha più grosso” mette sul mercato quella che è tuttora la lente di produzione più veloce al mondo: il Canon S 50mm/0.95.

L’obiettivo è un grosso Planar con 7 elementi in 5 gruppi: non avendo ancora a disposizione il multicoating era fondamentale ridurre il numero di elementi per aumentare la trasmissione ottica e ridurre il flare interno, che era il punto debole di questi mostri. La montatura era speciale: come già per il vecchio Nikkor il peso del 50/0.95 era eccessivo per la classica montatura LTM, per cui in Canon si sono inventati una seconda flangia dedicata a questo obiettivo e presente solo su alcune macchine a telemetro, la serie 7 (il canto del cigno delle telemetro Canon), sostanzialmente progettata per star dietro, letteralmente, al nuovo mostro di luce. La macchina ha infatti una base telemetrica aumentata per una precisione maggiore di messa a fuoco, e l’attacco dedicato per la lente.

Canon S 50/0.95

Il mio esemplare di "Dream Lens"

L’obiettivo si guadagna una certa fama, al punto da meritarsi l’appellativo di “Dream Lens”. E’ noto anche come “l’obiettivo capace di catturare più luce dell’occhio umano”. Chiunque conosca un po’ di ottica sa che questo è solo marketing (l’apertura del diaframma è una questione puramente geometrica, nienta a che vedere con gli occhi…), ma è dannatamente efficace.

Passano gli anni, neanche troppi invero, e il mondo delle macchine telemetro diventa di nicchia: le reflex prendono la fetta più grande del mercato, le pellicole diventano più sensibili, e nessuno più si cimenta con luminosità del genere. Solo Leica continua sulla strada antica, continuando a produrre eccellenti macchine a telemetro fino ai giorni nostri, corredate da lenti veramente di eccelsa qualità. Ma bisogna comunque attendere il 1976 per la prima versione del Noctilux… e per allora lenti asferiche e multicoating rendono la vita decisamente più facile.

Per la cronaca, Leica nel 2008 annuncia e mette sul mercato il Noctilux 50mm/0,95, eguagliando dopo più di trent’anni la performance della nostra Dream Lens.

Se cercate su ebay troverete senza difficoltà esemplari di 50/0.95 in vendita: è stato prodotto in un discreto numero di pezzi e non è assolutamente una lente rara. Ne esistono anche molte versioni in montatura video, prive però dell’accoppiamento telemetrico e quindi sostanzialmente inutilizzabili.

Per la gioia dei Leicisti bisogna segnalare che è possibile modificare l’attacco originale della lente sostituendolo con un attacco M nativo, e che quindi l’obiettivo si può montare tranquillamente su Leica. Questa modifica però è piuttosto rara, sono pochi gli artigiani in grado di farla. Se vi interessano più informazioni sull’argomento scrivetemi, sappiate comunque che ebay è la prima fonte di obiettivi modificati, e che esistono negli USA dei servizi di trasformazione delle lenti partendo da una lente con attacco LTM o con attacco C.

Il mio esemplare è ovviamente con attacco M:

Lens back

Attacco modificato della lente. Notare la lente posteriore tagliata per far posto all'accoppiamento del telemetro.

La grossa lente posteriore è tagliata, per far passare la camma di accoppiamento al telemetro del corpo. Le lenti in montatura C invece hanno la lente circolare, essendo prive della suddetta camma. Non sono in possesso né del tappo originale né del paraluce. Per la cronaca, sono pezzi rari e hanno un costo veramente da collezionista. Per il tappo mi arrangio con quello del 50/1.2 (hanno lo stesso diametro di 72mm). Curiosità, il diametro dell’obiettivo è talmente elevato da coprire il pulsante di sblocco dell’obiettivo, per cui smontare questa bestia è piuttosto impegnativo e richiede una levetta esterna. Qualche tornitore correda l’obiettivo di un sistema di sgancio, il mio esemplare però ne è privo.

La resa dell’ottica

Celeste, al tavolo da pranzo. Purtroppo mi devo accontentare di scatti casalinghi, non ho avuto tempo per provare la lente in tante situazioni

Ce l’ho da pochi giorni, per cui non posso certo scrivere qualcosa di esaustivo.

Ma so che siete curiosi, per cui vedrò di accontentarvi:

L’ho provato per ora su M8 e M6. Purtroppo i rulli non sono ancora sviluppati, per cui per le scansioni si va a settimana prossima, almeno.

Su digitale (la M8, per la cronaca è una 10MP con fattore di crop 1,33x) la resa è inarrivabile, nel bene e nel male. Premesso che ho scattato sempre a tutta apertura (ci sarà tempo per successivi scatti diaframmati) la resa è estremamente morbida:

  • Contrasto bassissimo;
  • dettaglio in asse accettabile, sui bordi lasciamo stare;
  • coma evidente;
  • colori buoni, ma è in B&N che rende al massimo, almeno per i ritratti.

E’ pur vero che la ridottissima PdC e la difficoltà di MaF non aiutano a rendere un’immagine dettagliata. E’ presente un evidentissimo velo di aberrazione sferica residua (in questo caso, è più l’aberrazione che l’immagine corretta, mi passerete la battuta…).

Lo sfocato è esagerato ma in maniera completamente diversa da quello di un obiettivo moderno. Insomma, il piccolo ha carattere…

I punti di luce nello sfocato hanno una forma che nessun altro obiettivo riesce a rendere, ed è una delle ragioni per cui ho voluto questo bestione. Peccato che non ci siano più le luminarie!

Resa dei punti fuori fuoco: semplicemente inarrivabile! Foto lievemente croppata

Infine, qualche scatto senza pretese fatto a Brescia di sera. Quasi tutti a 640ISO con tempi tirati, ma quanto meno danno l’idea della resa. Tutti rigorosamente a tutta apertura!

Tempio Capitolino

Tempio Capitolino, notare gli aloni intorno alle luci

Sempre il tempio, un po' più sfocato. Una resa così, con un soggetto in primo piano, sarebbe da sogno. Voglio una modella!

Capitolino e turista, purtroppo a Brescia i soggetti scarseggiano la sera!

L'aquila di Palazzo Martinengo, a tutta apertura e croppando la fascie laterali. Qua la resa è certo migliore. notare che non è assolutamente tutta a fuoco per quanto sia sostanzialmente piana...

Pizza da asporto, sempre a tutta apertura

L'alpino. Qua ho scattato a 1/20s e si vede...A presto, con il completamento della recensione, non appena avrò più scatti a disposizione!

Confronto in studio

Visto che la focale 50mm ce l’ho coperta da due obiettivi diversi, tanto vale fare due scatti di prova. Gli obiettivi in questione sono il 50mm/0.95 oggetto della recensione e il Canon S 50mm/1.4, altra lente vintage con un carattere completamente diverso e di cui possiedo un esemplare in ottime condizioni estetiche e funzionali. Su pellicola ho avuto modo di apprezzarne contrasto e resistenza al controluce (stranamente, trattandosi di una lente single coated).

Detto fatto, il buon Leo si mette in posa, e l’ufficio fa da sfondo. Le prove sono state realizzate scattando in DNG, convertendo con Lightroom 3 beta applicando i medesimi parametri a tutti gli scatti (WB, sharpening leggero e con i parametri standard di contrasto e luminosità).

Canon 0.95 f/.095

Canon 0.95 f/.095

Canon 0.95 f/1.4

Canon 0.95 f/1.4

Canon 1.4 f/1.4

Canon 1.4 f/1.4

Canon 0.95 f/2.0

Canon 0.95 f/2.0

Canon 1.4 f/2.0

Canon 1.4 f/2.0

Canon 0.95 f/2.8

Canon 0.95 f/2.8

Canon 1.4 f/2.8

Canon 1.4 f/2.8

Canon 0.95 f/4.0

Canon 0.95 f/4.0

Canon 1.4 f/4.0

Canon 1.4 f/4.0

Canon 0.95 f/5.6

Canon 0.95 f/5.6

Canon 1.4 f/5.6

Canon 1.4 f/5.6

Canon 0.95 f/8.0

Canon 0.95 f/8.0

Canon 1.4 f/8.0

Canon 1.4 f/8.0

3 commenti »

  1. Ma che spettacolo questo pezzo, bravo, ho amato in particolare il background storico con cui apri l’articolo. Un saluto e grazie delle informazioni.

    Commento di cache — febbraio 16, 2010 @ 9:05 am | Replica

  2. Ciao, ho trovato il tuo articolo molto interessante e con ottime foto esaustive !!
    Anche io sono un felice possessore di un “DREAM LENS CANON”e sto’ cercando da
    tempo un artigiano per modificare la baionetta a collare originale per
    fare spazio ad una nuova baionetta Leica M, vedendo l’ottima modifica
    al tuo esemplare mi chiedevo se puoi aiutarmi dicendomi a chi posso rivolgermi (in Italia)
    per tale modifica.
    Ti lascio la mia email removed
    Grazie e a presto !!

    Commento di Valentino — maggio 4, 2010 @ 2:47 pm | Replica

  3. [...] sui corpi M con l’ausilio di un semplice adattatore LTM->M da pochi euro (fa eccezione il 50mm/0.95 che ha un attacco [...]

    Pingback di Gli obiettivi Canon da 50mm per telemetro « Squinza’s Weblog — ottobre 7, 2010 @ 10:02 pm | Replica


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