Squinza’s Weblog

luglio 5, 2010

A tale of two Zenitars

Filed under: articoli — squinza @ 4:38 pm
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Come modificare uno Zenitar M42 per uso su Canon e vivere felici

M42 e EOS fianco a fiancoPer necessità imprevedibili mi sono ritrovato a dover sostituire il mio caro MC Zenitar 16/2.8 con un’analoga lente ma con attacco differente. Eh sì, gli zenitar esistono in più versioni: si trovano infatti senza problemi con attacco M42 (a vite), EOS, FD, Pentax ecc ecc.

Il mio era una versione EOS, collaudato e ben tenuto. Tuttavia la versione M42 ha più margine di adattabilità su differenti  sistemi, e mi faceva comodo questa possibilità.

Detto fatto, una breve consultazione sui forum e tempo tre giorni e il nuovo Fish era nelle mie mani. Nel frattempo avevo anche venduto la mia copia, ma ho fatto in modo da poterli confrontare fianco a fianco caso mai la nuova versione fosse visibilmente inferiore alla mia copia. In tal caso avrei potuto annullare la vendita del mio e non rimanere senza fish (per inciso, nel frattempo mi è anche arrivano un fish diverso, il Peleng 8mm/3.5, ma quello è di altra razza e ne parlerò a parte).

Esteticamente le differenze sono veramente minime: il corpo della lente è assolutamente identico, l’unica differenza è nel lato dell’attacco, che è ovviamente diverso: la mia copia vecchia ha la baionetta EOS già bella pronta, la nuova copia ha invece l’attacco a vite M42, per l’appunto. E di conseguenza richiede un anello di conversione M42 -> EOS, di facile reperibilità su internet. A questo proposito consiglio assolutamente di non risparmiare troppo sull’anello, uno spessore sbagliato è sufficiente a inficiare la messa a fuoco corretta all’infinito, e di tre anelli che ho uno è realizzato veramente male e si fa fatica ad utilizzarlo con certe lenti e/o accessori.

Una differenza evidente tra i due esemplari è che, mentre la versione EOS dispone dei filtri da avvitare sul lato posteriore (inutili, ma tant’è, ci sono), la versione M42 no, ha una lente fissa. Non mi so però spiegare la ragione.

Di seguito qualche foto per confrontare le due versioni.

Dettaglio degli attacchi

Dettaglio degli attacchi

Tappi

I tappi a confronto. Tutti gli Zenitar che conosco hanno il tappo visualizzato a sinistra. La copia che ho comprato ha un tappo di tipo diverso ma forse più funzionale. Dubito però che sia originale, il simbolo riportato è il medesimo che campeggia sull'Helios 40-2

Fianco a fianco

Di lato sono assolutamente identici. Cambia l'altezza per via del differente spessore del tappo posteriore

Il buon giorno si vede dal mattino…

Ma non tutte le ciambelle escono col buco, pare: orrore, il nuovo Zenitar produce immagini terribili! Il vecchio proprietario, in effetti, mi aveva annunciato che non riusciva ad ottenere foto decenti, ma la colpa la davo io al suo anello adattatore (per Nikon), che utilizzava una lente addizionale per compensare il tiraggio differente tra M42 e Nikon.

Ma il problema non era evidentemente solo questo: una rapida occhiata al LV della 5D fa capire subito il problema: la lente non raggiunge l’infinito, qualcosa blocca la ghiera di MaF. Il risultato è che, anche diaframmando generosamente, non si riesce ad avere una foto nitida. Strano - dico io – a 16mm la profondità di campo è tale da dover compensare un eventuale imprecisione di MaF. Una rapida verifica al diaframma e scopro che non chiude correttamente.

Tralasciando tutti i ringraziamenti alle divinità competenti dell’ottica, come da consuetudine in questi casi, noto subito sul lato posteriore dell’ottica un perno ignoto che scorre assialmente: facendolo scorrere il diaframma si chiude al valore preimpostato sulla ghiera. Nella versione Canon non è affatto così, il diaframma è collegato direttamente alla ghiera. Presumo che questo accorgimento sia previsto dalle specifiche M42 e serva a chiudere il diaframma al punto di lavoro al momento dello scatto (una sorta di automatismo) per poter focheggiare a tutta apertura, ma su un’ottica utilizzata tramite adattatore la cosa è scomoda. Uno dei miei anelli adattatori è costruito in modo da tener schiacciato permanentemente il perno, ma è proprio l’anello più scrauso, e non volevo usarlo.

La soluzione è però semplicissima: rimuovendo il bocchettone posteriore tramite le viti di fissaggio si vede come il perno in questione agisca su un bilanciere con un ritorno a molla. La molla, per l’appunto, impedisce al diaframma di stare chiuso senza l’azione del perno. Basta allora eliminare la molla e il gioco è fatto (vedi sotto):

Molla di ritorno diaframma - facendola scavallare dal bilancere in un secondo si bypassa il meccanismo di apertura del diaframma

Purtroppo anche a f/22, però, la PdC non è tale da nascondere la scarsa precisione di MaF: sostanzialmente da una rapida prova il mio esemplare mette a fuoco a circa 1 metro di distanza, troppo, troppo poco per dei risultati accettabili su una lente che viene usata al 99% per foto all’infinito in iperfocale.

Fortunatamente Internet è piena di risorse, e in questo caso non è da meno: trovo segnalati molti esemplari con il mio medesimo problema. La soluzione è rapida e indolore, a quanto pare. La procedura, testata con successo, è la seguente:

Bisogna spostare la gomma che copre la ghiera di MaF (tranquilli non si rompe e non è incollata!). Fatto questo, si noteranno tre viti disposte a 120°. Queste sono le viti che rendono solidale la ghiera di messa a fuoco con l’elicoide sottostante.
Con un cacciavite piccolo (questo è da 3mm) si svitano le suddette viti. La ghiera di messa a fuoco a questo punto apparirà libera.

Va quindi ruotata approssimativamente in modo che indichi la distanza di messa a fuoco corretta (tipo, se con la ghiera inizialmente messa su infinito mette a fuoco a 1 metro, spostate la ghiera su 1 metro). Quindi stringete di nuovo le viti.

NB: qualche utente riporta che in taluni casi è necessario rimuovere anche le tre viti del paraluce e che questo venga spostato in avanti per permettere il corretto movimento della ghiera. nel mio caso non è stato necessario (lo è stato per raddrizzarlo, ma questa è un’altra storia…)

Una rapida verifica con il live view a 10x confermerà o meno la correttezza dell’operazione. Nel caso, ripetere secondo necessità! Potete quindi richiudere le viti e riportare la gomma di copertura della ghiera al suo posto.

Fatto questo la mia copia funziona perfettamente ed è sostanzialmente al livello della vecchia. Sospetto che molti commenti negativi sul fish-eye russo provengano proprio da una non corretta taratura della ghiera di messa a fuoco. L’intervento è comunque di rapida esecuzione. Certo, se al posto della водка servissero l’acqua nelle mense dei costruttori di ottiche sarebbe molto meglio.

Aggiungo che anche questo esemplare di zenitar ha il paraluce in posizione non corretta: è infatti storto e si intravede nell’inquadratura. Per sistemarlo è necessario svitarlo tramite dei cacciavite di precisione e posizionarlo adeguatamente in modo che non si intrufoli nell’inquadratura!

Link

Il problema del paraluce è descritto qua;

La sistemazione del fuoco è descritta in svariati articoli, tra cui questo e questo (con dovizia di foto). E pure qua (come dire, capita spesso!)

La mia recensione dello Zenitar

3 commenti »

  1. Purtroppo ho venduto il mio, le immagini non erano soddisfacenti e non sono riuscito (non avendo live view) a fare modifiche consistenti. Peccato, avevo avuto una buona occasione

    Commento di leo — marzo 3, 2011 @ 12:14 pm | Replica

  2. mannò! che hai fatto! posseggo lo zenitar M42 e il fuoco all’infinito cè eccome dal momento che il filtro trasparente(o colorato) è montato sul dietro.. è lui che permette la corretta messa a fuoco…
    potrei sbagliarmi..

    Commento di Daniele — giugno 14, 2011 @ 11:01 am | Replica

    • Beh ma se guardi bene in questa seconda versione che ho comprato i filtri non ci sono, e non c’è la filettatura per montarli.
      E non è che fosse un po’ sfocato, metteva proprio a fuoco a 20cm massimo…
      Ora invece è tutto a posto, anche a tutta apertura, cosa che invece col primo esemplare, col filtrino trasparente e tutto, non riuscivo ad ottenere.

      Commento di squinza — giugno 14, 2011 @ 1:07 pm | Replica


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