Non è probabilmente noto a tutti, ma Canon non vuol dire solo reflex o compatte. Ben prima dell’avvento del digitale, e prima del dominio quasi incontrastato delle macchine reflex sul mercato professionale, Canon (e come lei Nikon) era fortemente attiva nel mercato delle macchine a telemetro, producendo sia corpi che obiettivi.
Stiamo parlando degli anni che vanno, indicativamente, dal 1939 al 1971, anno di ultima produzione di un componente per telemetro. Certo, non è ieri, ma del resto la creazione delle prime macchine fotografiche 35mm da parte di Leica (leader del settore telemetro da quando ne esiste il concetto, se pur con fasi alterne di fortuna) risale al secondo decennio del 1900.
Non è un caso, infatti, che le prime lenti e i primi corpi per telemetro siano sospettosamente simili alle controparti Leica o Zeiss, all’epoca un sicuro punto di riferimento per l’ottica.
Oggi come oggi il sistema a telemetro è sopravvissuto all’avvento del digitale (e per questo dobbiamo ringraziare Epson prima e Leica poi), mantenendo una piccola ma fedele quota di mercato.
Qualunque obiettivo costruito secondo lo standard Leica (quindi con attacco LTM o M e accoppiamento del telemetro secondo lo standard della casa) può essere tutt’ora montato anche sull’ultimo corpo digitale disponibile (la M9). L’assenza completa di contatti elettrici e l’accoppiamento puramente meccanico, unito alla mancanza di diaframma elettromagnetico e di autofocus, rendono inutile una evoluzione dell’attacco che è rimasto identico nel corso, di fatto, dell’ultimo secolo.
La buona notizia è quindi che tutti gli obiettivi Canon per telemetro (la serie S) sono realizzati in attacco LTM (conosciuto anche come M39x1 o M39) e possono essere montati sui corpi M con l’ausilio di un semplice adattatore LTM->M da pochi euro (fa eccezione il 50mm/0.95 che ha un attacco proprietario)
La cattiva, ma prevedibile, è che sono obiettivi progettati almeno 40 anni fa, quando vetri rari, lenti asferiche, sistemi flottanti di messa a fuoco e altre amenità non erano disponibili per il mercato di massa. Questo vuol sostanzialmente dire che dal punto di vista della prestazione pura gli obiettivi S non sono all’altezza dei più moderni Leica ASPH o dei più economici ma comunque eccellenti Zeiss ZM.
Conservano però un certo look vintage che è molto apprezzato dal mondo Leica, che è a dir poco tradizionalista. E in ogni caso, la possibilità di disporre su un solo corpo di obiettivi moderni e estremamente definiti e contrastati, e contemporaneamente di obiettivi con una resa più morbida e comunque diversa da quella moderna è molto interessante e gradita.
Per questo motivo in ambito telemetro è molto attiva la compravendita e lo scambio di obiettivi usati con età che superano spesso i 50 anni, che si rivelano comunque adatti anche a un uso quotidiano a patto di accettarne i limiti. Alcuni pezzi sono anzi piuttosto ricercati, uno per tutti il 50mm/1.5 che è ritenuto una delle migliori implementazioni dello schema Sonnar sul mercato.



